Letteratura forestale

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Come guardare, ascoltare e avere cura del bosco

SARA' DISPONIBILE da FINE APRILE 2018

Siamo abituati a guardare le piante che ci circondano con indifferenza. Nel millennio dell’iperconnessione, dei social, della corsa all’ultimo dispositivo tecnologico e della facilità di spostamento abbiamo perso il nostro rapporto con gli alberi. Lo sviluppo delle città ci ha portato ad allontanarci dalla natura: non conosciamo più i nomi degli alberi, non sappiamo capirne lo stato di salute, l’età, la storia né, spesso, prendercene cura.

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La Guida “Gli Arboreti Sperimentali di Vallombrosa - Percorsi viventi attraverso la storia e le culture” è un utile strumento per godere a pieno della visita ma anche un valido contributo di consultazione e documentazione bibliografica e offre materiale che soddisfa sia aspetti scientifici, didattici e amatoriali. Il volume è presentato in modo snello ed immediato da Cristina Gasperini, laureata in Scienze Forestali e Ambientali a Firenze.

La descrizione degli arboreti, che coprono una superficie di circa 12 ettari divisi in varie sezioni con oltre 1600 piante d’alto fusto appartenenti a più di 600 fra specie, sottospecie e cultivar è presentata in questa guida sotto forma di schede. Per ciascuna delle piante trattate vengono riportate la classificazione botanica, aspetti morfologici, ecologici, impieghi, informazioni, curiosità. La Guida è arricchita da una mappa riassuntiva e da sei percorsi tematici dove emergono i Giganti (fra i quali spiccano Pinus lambertiana altezza: 49 m e Thuja plicata diametro: 6,3 m ), le raccolte delle piante della flora Europea, Americana, Asiatica, quelle di Uso Ornamentale e quelle di Importanza economica. Completano il volume un Glossario, utilissimo soprattutto per gli amatori, una Bibliografia ed una Sitografia di riferimento.

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19,00 €

Conoscenze per la progettazione degli spazi verdi nei luoghi di culto

Alberi sacri, riti e simboli vegetali si incontrano nella storia di ogni religione. La struttura dell'albero, rispetto alle altre forme del mondo vegetale, ha attirato l'attenzione dell'uomo fin dai primordi; le radici che affondano nella terra, il fusto che si sviluppa verso l'alto, la chioma che si espande nel cielo hanno richiamato l'idea di un legame tra mondo naturale e soprannaturale, tra l'uomo e la divinità. Viene analizzato il significato dell'albero nella cultura classica, giudaico-cristiana e laica. La sacralità attribuita ad alcune piante dalle religioni si è rivelata importante per la conservazione della diversità di molte specie vegetali e di alberi monumentali. Ogni pianta viene accompagnata da immagini che permettono l'identificazione botanica e l'esaltazione del valore estetico dei particolari. Una guida per un uso appropriato degli alberi e degli arbusti nei progetti di arredo verde. Saper coniugare il significato simbolico, il pregio estetico e la funzionalità degli alberi consente di valorizzare e di riqualificare gli spazi esterni dei luoghi di culto cristiani.

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Scritti in onore di Orazio Ciancio

Si tratta di un volume che raccoglie alcuni scritti presentati il 22 novembre 2005 presso l'Accademia Italiana di Scienze Forestali durante una giornata di studio promossa per festeggiare il settantesimo compleanno del prof. Orazio Ciancio. Il titolo Foresta Ricerca e Cultura richiama tre idee che nel mondo attuale sono sempre più collegate tra di loro. 34 relazioni trattano di numerosi aspetti forestali, con la presentazione di esperienze di gestione e relazioni più generali che fanno il punto della situazione di qualche argomento. In definitiva, un libro che riporta una serie di conoscenze su Foreste Ricerca e Cultura che possono dare degli spunti a chiunque si occupi di gestione forestale.

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25,00 €

La questione ceduo richiede una politica forestale non frammentaria, come è quasi sempre avvennuto finora, ma di ampio respiro, proiettata verso il raggiungimento di più elevati equilibri ambientali e verso un uso del bosco in cui gli interessi collettivi abbiano un posto di rilievo. Ciò dovrebbe comportare a livello europeo, nazionale, regionale e locale l'implementazione e la destinazione di più elevati budget per il miglioramento del bosco, considerato sempre più bene di interesse pubblico. Il libro affronta la problematica del bosco governato a ceduo da diverse angolazioni. Nel volume sono raccolti 25 lavori che riguardano vari settori disciplinari e riferiscono di esperienze, indagini, studi e ricerche effettuate in varie aree del nostro Paese.

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15,30 € 18,00 €

Ferite. Traumi inflitti dall'uomo o dall'ambiente circostante. È così che nasce il legno di betulla più bello e ricercato: dallo sforzo del tronco di riparare se stesso, stagione dopo stagione, cicatrice dopo cicatrice. E di traumi non è certo privo il passato di Edvard, ritrovato appena treenne a chilometri di distanza dalla località della Somme in cui entrambi i genitori misteriosamente morirono. Da quel giorno Edvard è cresciuto con i nonni paterni in una piccola fattoria della Norvegia, non lontano dal bosco di betulle appartenuto allo zio Einar. Ma di Einar - fratello del nonno e fine ebanista inghiottito dalla violenza della Seconda guerra mondiale - Edvard sa poco o niente, come di tutta la sua complicata famiglia. Quando il nonno, taciturno e protettivo custode di troppi segreti, muore all'improvviso, ad attenderlo c'è una bara di legno pregiato. E se il feretro fosse opera proprio di Einar? Ansioso di dare risposta alle domande che da sempre lo assillano, Edvard parte per un viaggio che dai paesaggi collinosi del Gudbrandsdalen lo porterà fino alle isole Shetland e poi in Francia, sulle tracce dello zio e di una preziosa, inattesa eredità.

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18,70 € 22,00 €

Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare & scaldarsi con la legna

In un mondo sempre più veloce e metropolitano, tra cemento e smartphone, fermarsi a contemplare e praticare l’antica arte del legno può essere un’inattesa via di salvezza.Il norvegese Lars Mytting ci racconta passo passo come si scelgono gli alberi, come si tagliano, come si accatasta la legna e come la si mette da parte per farla asciugare e poi, alla fine, bruciare. Ma mentre ci parla di taglialegna, di motoseghe e di camini, quello che poteva sembrare un semplice manuale pratico diventa una meditazione sull’istinto di sopravvivenza e sul rapporto tra uomo e natura, fatto di tempi lunghi e silenzi.Una lezione di vita, pragmatica e spirituale al tempo stesso, che poteva provenire solo dalle fredde terre scandinave, dove gli uomini da secoli si tramandano le tecniche e le abilità necessarie alla lavorazione del legno ma anche la pazienza e il rispetto nei confronti delle foreste, di quegli alberi che consentono di costruire le case e riscaldarle col fuoco.

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Amerigo Alessandro Hofmann ha pubblicato un libro dal titolo “I forestali oggi non capiscono”. Bene inteso, l’Autore non dubita che i funzionari e i professionisti di oggi sappiano comprendere quali siano stati i grandi cambiamenti e quali siano state le grandi cause economiche e sociali che li hanno determinati. Si suppone, invece, che sia meno facile conoscere e comprendere i modi con cui si svolgeva l’attivitą quotidiana nei rapporti con la scala gerarchica e con le figure economiche interessate al bosco e quanto altro che potesse interessare la professionalità fino a coinvolgere la vita famigliare. Sul tema dei bei tempi andati, Amerigo Hofmann è un testimone quanto mai attendibile perché fa parte di una prestigiosa discendenza durata per tre generazioni.
Lui (Amerigo Hofmann il Giovane; Igo per gli amici) è stato funzionario del Corpo Forestale attivo nelle pratiche degli ultimi acquisti delle foreste demaniali e, poi, funzionario della Regione Toscana. L autore di pubblicazioni. Il suo babbo (prof. Alberto Hofmann) è stato un validissimo funzionario e nello stesso tempo vero e proprio scienziato nel ramo dell’Ecologia Forestale e delle Scienze della Vegetazione. Il nonno (Amerigo Hofmann il Vecchio), che era triestino, ha vissuto il passaggio fra l’ambiente tutto particolare dell’Impero asburgico e la nostra amata Italia tanto più che, nonostante il cognome, apparteneva ad una famiglia di irredentisti. Professore all’Università di Vienna, venne inviato in Giappone per collaborare alla istituzione degli studi forestali. Infine, dopo il 1918 entrė nell’amministrazione forestale italiana con incarichi nella riorganizzazione delle foreste demaniali e nel rimboschimento.

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VERSIONE DIGITALE: Scaricabile tramite APP, disponibile su iTunes (Apple) o Google Play (Android)

Amerigo Alessandro Hofmann ha pubblicato un libro dal titolo “I forestali oggi non capiscono”. Bene inteso, l’Autore non dubita che i funzionari e i professionisti di oggi sappiano comprendere quali siano stati i grandi cambiamenti e quali siano state le grandi cause economiche e sociali che li hanno determinati. Si suppone, invece, che sia meno facile conoscere e comprendere i modi con cui si svolgeva l’attivitą quotidiana nei rapporti con la scala gerarchica e con le figure economiche interessate al bosco e quanto altro che potesse interessare la professionalità fino a coinvolgere la vita famigliare. Sul tema dei bei tempi andati, Amerigo Hofmann è un testimone quanto mai attendibile perché fa parte di una prestigiosa discendenza durata per tre generazioni.
Lui (Amerigo Hofmann il Giovane; Igo per gli amici) è stato funzionario del Corpo Forestale attivo nelle pratiche degli ultimi acquisti delle foreste demaniali e, poi, funzionario della Regione Toscana. L autore di pubblicazioni. Il suo babbo (prof. Alberto Hofmann) è stato un validissimo funzionario e nello stesso tempo vero e proprio scienziato nel ramo dell’Ecologia Forestale e delle Scienze della Vegetazione. Il nonno (Amerigo Hofmann il Vecchio), che era triestino, ha vissuto il passaggio fra l’ambiente tutto particolare dell’Impero asburgico e la nostra amata Italia tanto più che, nonostante il cognome, apparteneva ad una famiglia di irredentisti. Professore all’Università di Vienna, venne inviato in Giappone per collaborare alla istituzione degli studi forestali. Infine, dopo il 1918 entrė nell’amministrazione forestale italiana con incarichi nella riorganizzazione delle foreste demaniali e nel rimboschimento.
L’Autore ha scelto un modo di esposizione tutto particolare. Anche i fatti relativi al babbo ed al nonno vengono narrati in prima persona come se si trattasse di brani autobiografici.
La conseguenza è che la lettura diventa più facile e scorrevole.

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